mostre

fn001003.jpg  
fn001003.jpg

IL FASCINO DELL'INFORMALE - dal 7 Ottobre Francesca Cassoni, Gianni Feraboli, Roberto Salvarani

Galleria S. Andrea 07 Ottobre - 10 Ottobre Via Cavestro, 6 Parma

Francesca Cassoni
"Le opere informali di Francesca Cassoni, senza titoli descrittivi, lontane da strutture narrative retoriche quanto da rapporti figurativi di sudditanza con il reale ci catapultano dentro ad una esperienza estetica emozionale ancor prima che visiva. La pittura come esigenza interiore è l’imperativo a cui Francesca risponde: le sue opere vengono alla luce senza un progetto e si misurano contemporaneamente con momenti eterni e attimi precari della vita nel suo scorrere. Le opere di Francesca sono moderne parenti del sublime romantico: affascinano perché molto lontane dalla cultura azionale della ragione e dalla fiducia nella tecnologia, ma molto vicine alle forze creatrici della Natura.[...]" (Eles Iotti)

Gianni Feraboli
"La pittura di Gianni Feraboli è molto fisica, ricca di materia, carica dell’humus che trae origine e linfa dalla terra, la Madre Terra, e dall’acque, elementi di vitale importanza per l’artista. Questa “corposità” si rivela nelle
gocciolature, nelle sbavature di colore, nei graffi in rilievo o nei solchi alternati a lunghi tratti di spatola. Il segno è estemporaneo, tracciato di getto non per
ottenere la precisione ma per cercare l’espressività, rilevare i tratti significativi, cogliere l’interiorità.
I colori energici e brillanti sono “segno di appartenenza” al territorio: il verde vibrante della campagna, l’oro delle messi, il bruno tenue delle mezze stagioni o il più deciso colore della terra autunnale, il quieto blu, colore della
riflessione notturna, della meditazione sulle cose. Sorprendono le immagini degli spiaggioni dorati del fiume, popolati da personaggi dei suoi percorsi onirici, ostentati con innocente naturalezza.
Le tele fissano immagini collocate in un tempo ed in uno spazio astratti, non reali; sono luoghi della mente, della memoria abitati da presenze senza tempo, dal valore universale, la cui forza espressiva è segno di una decisa
personalità artistica." (Danzio Soragni)

Roberto Salvarani

“ I molteplici piani del visibile e delle emozioni si sovrappongono, s'intersecano, s'intrecciano in composizioni astratte coinvolgenti e vitali nell'arte di Roberto Salvarani.
I colpi di spatola si alternano gli uni su gli altri in stratificazioni geometriche, quindi l'artista va a grattare le tinte sovrastanti, ricercando effetti sbrecciati, riemersioni, sfondi evocativi. Si può dire che scriva con il colore, narrando storie a dominanti diverse (Grande nero, Grande bianco, Giallo, Arancio) e giocando sulle vibrazioni cromatiche alla Marc Rothko e sugli effetti costruttivi della materia pittorica come si ritrova analogamente in artisti contemporanei Gerhard Richter o il belga Koen Lybaert.
Non è estraneo nemmeno all'ispirazione architettonica e ad un'essenzialità rigorosa che si trasforma in gravitazione poetica leggerissima come in omaggio a Frank Gehry. Tuttavia, la sua gioiosità compositiva è più vicina all'Espressionismo astratto e restituisce visioni dove ci si va a perdere, prima con gli occhi poi con la fantasia. Così è la vita dove si aprono infinite possibilità, continui cambiamenti, variazioni, deviazioni. E nella frenesia dei giorni e delle ore, delle macchie che si susseguono, alla fine si ricompone tutto in armonia e in un sottofondo di misteriosa, pacificante bellezza. “ (Manuela Bartolotti)

LINK