Gigliola Belli

 
Gigliola Belli è nata a Parma, dove vive e lavora.

Appassionata di disegno e pittura fin da bambina, ha coltivato questa passione dedicandosi prevalentemente alla moda e all’arredamento.
Autodidatta, visitando musei , gallerie e attraverso i libri d’arte di cui è appassionata, ha approfondito le sue conoscenze artistiche.
Dal 2009 ha frequentato i corsi annuali di pittura e disegno si Milena Ceparano.
Ha già partecipato a diverse mostre e manifestazioni artistiche.
Nel 2011 ha realizzato Su richiesta del compianto Prof. Marcheselli un quadro a olio per il Calendario dedicato al 150° dell’Unità d’Italia Edito dalla Graphital.
Vuole esprimere, attraverso le sue opere, luce profondità e colore. (Lei dice “come in un sogno”)
Spera di riuscirci. ….evolvendosi e migliorando sempre più la sua tecnica pittorica.

L’insieme delle opere di Gigliola Belli, offre la codifica di una tendenza realistico- impressionista, poiché nella sua pittura, c’è la narrazione di un istante, ma non è occasione di partecipazione al dramma umano, è invece espressione di una volontà di ricerca di positività, bellezza e pace in cui coinvolgere anche l’osservatore. Lei coglie l’impressione dal vero di un paesaggio, di un interno, di un oggetto, di una posa, di un abito e la traduce in una romantica e nostalgica evasione verso una “dolce vita” ….
La pittrice si cala nella natura per evidenziare gli aspetti positivi e gradevoli, mostrando con sensibilità ottica fedele alla realtà con un’area però a tratti malinconica. Uno dei punti di forza sono gli specchi d’acqua in cui ha saputo esaltare i giochi di rifrazione resi con abile pazienza e meticolosa attenzione tecnica. Gigliola Belli nella sua ricerca pittorica sta cercando di operare una sintesi tra il momento denso e pregnante della pittura neoclassica e l’attimo fuggente della pittura impressionista, Attraverso il dipinto della Traviata è ritratta una raffinata Violetta, colta nel momento di stupore dell’incontro con l’amore ,ma sempre composta nel suo fine abito rosso pazientemente dipinto nelle pieghe del panneggio. E’ proprio attraverso questo dipinto che la pittrice ha iniziato ad esternare la sua passione per la moda, presente in Lei fin da giovanissima. La sua abilità nel saper rendere la verosimiglianza dei tessuti in pittura l’ha spinta a ideare un esplicito omaggio allo stilista italiano Roberto Capucci, i cui abiti, presenti anche in famosi musei nel mondo e definiti “abiti scultura” dalle forme geometriche insolite, sono riproposti su tela con un’abilità di resa delle forme e dei colori originari sottolineandone la tridimensionalità attraverso la scelta di uno sfondo scuro.
Questo filone dedicato alla moda è espressione della sua volontà di analisi della complessità femminile della donna. L’icona di bellezza raffinata negli abiti di alta moda, Abiti lunghi, da sera, espressione di quella Dolce Vita che forse nostalgicamente l’autrice ricorda,
Forse tutti i suoi dipinti sono, anche se composti da luci serene e terse, un omaggio nostalgico ad un’epoca e ad un modo di fare e vivere l’arte che oggi si sono persi nelle pieghe del tempo. (Annalisa Mombelli)


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