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(Archivio) Dal 22 Febbraio al 6 Marzo__2014 “DONNA: SINGOLARE FEMMINILE! ”

Galleria S.Andrea via G.Cavestro 6 Pr

L'associazione U.C.A.I. Sezione di Parma è lieta di presentare, presso la propria sede Galleria S. Andrea in via Cavestro 6, nel centro di Parma, la SECONDA EDIZIONE della mostra
“DONNA: SINGOLARE FEMMINILE!
Dal punto di vista di 7 artiste”
Annamaria Bujani, Francesca Dosi, Elisabetta Fontana,
Luciana Fusari, Mirella Lanfranchi,
MariaGrazia Passini, Lidia Tedoldi

INAUGURAZIONE SABATO 22 FEBBRAIO 2014 ALLE ORE 17.00

L' intento di voler omaggiare la donna sembra essere diventato un appuntamento fisso in Galleria S. Andrea e anche quest'anno sette socie della storica associazione di Parma si sono unite per realizzare non solo una mostra ma un'iniziativa di sensibilizzazione all'arte e alla figura femminile attraverso un evento collaterale.
Giovedì 27 febbraio alle ore 16.30 si terrà in Galleria S.Andrea una tavola rotonda dal tema
“La donna nella Bibbia” i cui relatori saranno: la biblista Suor Tilla Brizzolara, che analizzerà la tematica da un punto di vista teologico, mentre Rita Torti, studiosa delle tematiche di genere, darà una chiave di lettura legata all'attualità ed infine Don Sergio Nadotti, consulente ecclesiastico dell'UCAI di Parma, ci guiderà in un'analisi iconografica nel mondo dell'arte.

La mostra rimarrà aperta fino al 6 marzo con i seguenti orari:
da martedì a sabato 10-12 e 16-19
domenica 16-19
lunedì chiusura
per contatti: www.ucai-parma.it

Di seguito una breve “ritratto” di ognuna delle sette artiste partecipanti:


Annamaria Bujani:
“...I dipinti di Anna Maria Bujan infatti di pensieri e parole, trame segniche e molti cromatismi dediti ad attribuire all'opera un significato concluso, in un rinnovarsi della ricerca pur a tratti allontanandosi dal consueto, si combinano seconde precise deduzioni visive, secondo un significato
che scava nell'anima, con pudore sempre presente in una attenta interpretazione”.
Testo a cura di Stefania Provinciali

Francesca Dosi:
“Autodidatta, Francesca s’ispira inizialmente alle affiches di Mimmo Rotella e realizza ritratti d’ icone cinematografiche che espone al Centro Cinema Lino Ventura di Parma, all’Espace Moselle di Bruxelles e allo storico Studio 28 di Montmartre. (…) Francesca Dosi celebra un sogno di armonia, di grazia e di persistenza, ma lascia affluire le ferite e la fragilità di un’umanità malinconica, occultata dietro veli d’ombra, luci polverose e pigmenti liquidi, evanescenti. E’ traccia, movimento e organica trasparenza”. Testo a cura di Anne Marie Baron

Elisabetta Fontana:
“... si può scegliere se essere pittori nella realtà, fedeli imitatori della natura, o autentici cantori della'anima. Si tratta in ogni caso di una scelta coraggiosa, di una ricerca di profondità, di un'esigenza di spiritualità. Elisabetta ha scelto di fare della pittura la proiezione del suo cammino interiore. Nella materia informe, nel colore puro, lei è in grado di trasferire tutta la forza che sgorga dal vortice creativo, riuscendo così a dare forma alle emozioni, consistenza plastica e sostanza visibile all'incorporeo...”
Testo a cura di Daniela Pronesti

Luciana Fusari:
“... come ha lasciato scritto il maestro francese Dominique Ingres “ il disegno è anche espressione, la forma interna, il piano, il modellato . . . comprende i tre quarti e mezzo di ciò che costituisce la pittura”. Ecco: disegnare vuol dire già dipingere, cosa che Luciana Fusari fa con straordinaria abilità, eleganza e immediatezza, creando insieme l’atmosfera, lo spazio, i volumi e un’immagine che ritorna insieme diversa e continuamente ricercata, riproponendo il mutare del reale, il manifestarsi della molteplicità in forme che sintetizzano, in un certo senso, la vita stessa nelle sue manifestazioni più segrete ed archetipe.”
Testo a cura di Marzio Dall’Acqua

Mirella Lanfranchi:
“...(...) il percorso, iniziato con una surreale e solitaria scalinata, si conclude con l'atto di cancellazione di un viso ritratto come fosse di una copertina di moda e la scelta di inserire fisicamente il pennello intinto nel bianco sembra un invito per lo spettatore a diventare parte attiva in tale gesto. Forse ci sta ricordando un universale legame tra gli esseri e ci comunica una responsabilità collettiva nella necessità di ripartire da nuovi, più elevati e completi ideali di donna”.
Testo a cura di Annalisa Mombelli

Maria Grazia Passini:
“... Ora lei, con quelle mani di scalatrice suona il violino, dipinge, plasma. Ogni suo atto è ricerca e ringraziamento. In ogni opera continua a salire verso il cielo e a far battere il suo, il nostro cuore, all’unisono con quello delle montagne e dell’universo. Si dice che l’arte sia medium di qualcosa, di qualcuno lassù, e che l’artista sia solo interprete e tramite del divino. Nell’opera della Passini questo ha un’evidenza sconcertante, paragonabile alla forza espressiva, comunicativa dei più grandi artisti. Perché è arte vera...”. Testo a cura di Manuela Bartolotti

Lidia Tedoldi:
“... un'attenta introspezione emerge dalle sue tele, nei paesaggi in particolare ma anche nelle composizioni in cui, pur cogliendo dal vero, elabora momenti fantastici utilizzando una tavolozza personale e libera.” Testo a cura di Stefania Provinciali
“... Lidia incrina le apparenze del vero di natura con sottili tessiture di un colore libero e immaginativo, scoprendo così illese frontiere della fantasia”. Testo a cura di Gianni Cavazzini

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